La Corte Costituzionale sulla necessità del beneficio effettivo in tema di contributi per consorzio di bonifica

Con la sentenza n. 188 del 19.10..2018, la Corte Costituzionale ha chiarito, riferendosi alla Legge regionale della Calabria ma fissando dei principi di carattere generale, che la contribuzione al consorzio di bonifica è dovuta solo in caso di beneficio diretto ed effettivo in favore del singolo consorziato.

La Consulta ha affermato che “nel caso dei contributi consortili di bonifica, il beneficio per il consorziato-contribuente deve necessariamente sussistere per legittimare l’imposizione fiscale; esso però consiste non solo nella fruizione, ma anche nella fruibilità, comunque concreta e non già meramente astratta, dell’attività di bonifica, che, in ragione del miglioramento che deriva all’immobile del consorziato, assicura la capacità contributiva che giustifica l’imposizione di una prestazione obbligatoria di natura tributaria.

Fermo restando che la debenza dei contributi consortili trova la sua fonte (statale) ancora nell’art. 860 cod. civ. – che prescrive che i proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere di bonifica (per cui, secondo la sentenza n. 5 del 1967, «l’obbligo di contribuenza deriva dalla legge») – la norma di principio, che li governa, può ricavarsi dal canone generale della stessa disposizione che parametra il contenuto della prestazione patrimoniale obbligatoria al beneficio che i consorziati traggono dalla bonifica. Canone questo che è in stretta continuità sia con la previsione del (tuttora vigente) art. 11 del r.d. n. 215 del 1933 – secondo cui la ripartizione della «quota di spesa» tra i proprietari è fatta «in ragione dei benefici conseguiti» per effetto delle opere di bonifica e i criteri di ripartizione sono fissati negli statuti dei consorzi o con successiva deliberazione degli stessi – , sia con la richiamata intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008, che ha previsto che le spese del consorzio sono a carico dei consorziati «i cui immobili traggono beneficio dalle azioni dei Consorzi».

Quindi il beneficio effettivo per l’immobile di proprietà del consorziato – come condizione legittimante per l’inclusione nel perimetro di contribuenza del comprensorio di bonifica, nonché come criterio per fissare i parametri di calcolo e quantificazione dei contributi stessi – è in vero ciò che ha previsto, nella specie, il legislatore regionale prescrivendo, all’art. 24, comma 2, legge reg. Calabria n. 11 del 2003, che il piano di classifica individua i «benefici diretti, indiretti e potenziali», derivanti dall’attività di bonifica agli immobili ricadenti nel comprensorio del Consorzio; beneficio che dimensiona gli indici di contribuenza di ciascun immobile.

Pertanto il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti al conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, ex lettera a) del comma 1 dell’art. 23 citato, è dovuto «in presenza del beneficio»

Share
0

File allegati

Articoli correlati

Il risarcimento della perdita di chance non è tassabile

In tema di imposte sui redditi, le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio sono soggette ad imposizione soltanto se risultino destinate a reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione…
Continua

La responsabilità del direttivo delle associazioni sportive

I soggetti che agiscono in nome e per conto delle associazioni non riconosciute sono chiamati a rispondere solidalmente con le stesse se, in forza del ruolo rivestito, abbiano diretto la…
Continua

la Cassazione sull’art. 12 comma 7 dello Statuto del contribuente

La V sezione della Cassazione con la sentenza del 15.01.2019 num. 701 fissa i seguenti principi di diritto: 1) l'art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000 pre- vede,…
Continua