Nella sentenza 21953 del 19.10.2007, i giudici della V sezione della Corte di Cassazione affrontano il tema dell’onere della prova in caso di fatture giudicate relative ad operazioni inesistenti: se a fronte del dato cartolare offerto dalla fattura sia l’Amministrazione ad avere l’onere di dimostrare l’inesistenza dell’operazione o se sia comunque il contribuente che intenda utilizzare una fattura a dover dimostrare il rapporto sottostante.
Il relatore Cicala, affronta la posizione della Suprema Corte e giudica solo apparente il contrasto su tale questione dato che, rileggendo le sentenze parrebbe costante l’orientamento secondo cui la fattura è documento idoneo ad attestare una spesa e l’onere a carico del contribuente di dimostrare la veridicità di tale documento scatta quando l’Amministrazione abbia elementi tali da indurre almeno a sospettare della veridicità di tale documento, restando fermo che “L’Amministrazione per disattendere la contabilità del contribuente deve sempre accampare un qualche elemento anche indiziario che infici questa contabilità.
Non è certo sufficiente che asserisca apoditticamente di non accettare i dati che emergono dalla documentazione altrui. E’ necessario indichi gli elementi su cui fonda la sua asserzione.
Ed il giudice di merito investito della controversia deve prendere in considerazione questi elementi, non può limitarsi a dichiarare che essi esistono e sono tali da dimostrare la falsità delle fatture”.


