La Cassazione sulla qualificazione di operazione elusiva ex 37 bis DPR 600/1973

Con l’ordinanza 7359 del 17 marzo 2020 la Corte di Cassazione afferma che “la verifica della ricorrenza di fattispecie elusiva, conforme ai principi affermati dalla stessa Corte riguardo al riparto dell’onere della prova in tema di elusione fiscale, afferma che essa incombe sull’Amministrazione finanziaria la prova sia del disegno elusivo che delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici, considerati come irragionevoli in una normale logica di mercato e perseguiti solo per pervenire al risultato d’indebito vantaggio fiscale (cfr., tra le altre, Cass. sez. 5, ord. 20 giugno 2018, n. 16217; Cass. sez. 6-5, ord. 13 aprile 2017, n. 9610; Cass. sez. 5, 28 febbraio 2017, n. 5090), spetta al contribuente dimostrare l’esistenza di ragioni economiche apprezzabili che giustifichino l’operazione, che possono consistere anche in esigenze di natura organizzativa ed in un miglioramento strutturale e funzionale dell’azienda (in tal senso cfr. Cass. sez. 5, 26 febbraio 2014, n. 4604; Cass. sez. 5, 21 gennaio 2011, n. 1372)”.

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