Con la emendabilità dichiarazione febbraio 2015 la Suprema Corte di Cassazione torna sull’emendabilità della dichiarazione affermando “Occorre premettere che la giurisprudenza di questa Corte è consolidata nel senso che, di regola, le dichiarazioni fiscali, in particolare quelleemendabilità dichiarazione febbraio 2015 dei redditi, non sono atti negoziali o dispositivi, nè costituiscono titolo dell’obbligazione tributaria, ma sono dichiarazioni di scienza, sicchè possono, in linea di principio, essere liberamente emendate e ritrattate dal contribuente, sin in sede processuale, se, per effetto di errore di fatto o di diritto commesso nella relativa redazione, possa derivare l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico (cfr., anche, l’art. 53 Cost.). Ne discende che il contribuente che abbia, in dichiarazione, assoggettato propri redditi ad imposta che ritiene non dovuta e provveduto al relativo versamento, in via di autotassazione, può chiederne la restituzione nel termine previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, (v., tra le altre, Cass. 29738/08, Cass. 1708/07, Cass. 4238/04) e per l’esercizio dell’istanza di rimborso non può ritenersi ostativa la scadenza del termine previsto dal D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis, (introdotto dal D.P.R. n. 435 del 2001, art. 2, con effetto dall’1 gennaio 2002), che, incidendo sull’esercizio della “connessa, ma distinta, facoltà del contribuente di procedere ad emenda della dichiarazione resa mediante dichiarazione integrativa” non interferisce minimamente sull’esercizio del diritto al rimborso (Cass. 4932/2011).
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