La Corte di Cassazione ancora sugli accertamenti basati sulle percentuali di ricarico che si discostano dalla media del settore

Con la sentenza 14556/08 del 31.05.2008 la Corte di Cassazione ha statuito che “questa Corte con indirizzo ormai consolidato ha avuto modo di affermare il principio secondo cui “in tema di accertamento delle imposte dirette ed in presenza di una contabilita’ regolarmente tenuta, l’accertamento dei maggiori ricavi d’impresa puo’ essere affidato alla considerazione della difformita’ della percentuale di ricarico applicata dal contribuente rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza soltanto se essa raggiunga livelli di abnormita’ ed irragionevolezza tali da privare, appunto, la documentazione contabile di ogni attendibilita’.
Diversamente, siffatta difformita’ rimane sul piano del mero indizio, ove si consideri che gli indici elaborati per un determinato settore merceologico, pur basati su criteri statistici, non integrano un fatto noto e certo e non sono idonei, da soli, ad integrare una prova per presunzioni.
” (Cass.n. 5870/03, n.9265/95, n.8535/98, n.15310/00). In effetti, specialmente quando si tratti di impresa minore, perche’ sia legittima l’adozione, da parte dell’ufficio tributario, ai fini dell’accertamento di un maggior reddito d’impresa, del criterio induttivo di cui all’art. 39, secondo comma, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, non basta il solo rilievo dell’applicazione da parte del contribuente di una percentuale di ricarico diversa da quella risultante da uno studio di settore,
ma occorre che risulti qualche elemento ulteriore incidente sull’attendibilita’ complessiva della dichiarazione (Cass.n.9946/03. n.18038/05).
Tale orientamento è stato ribadito da questa Corte, assai recentemente in un’analoga vicenda intercorsa tra le stesse parti. statuendo che i valori percentuali medi del settore rappresentano il risultato di una estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei, che fissa soltanto una regola di esperienza.
Pertanto, tali valori. laddove non confortati da altre risultanze,
si rivelano assolutamente inidonei ad integrare i presupposti di cui all-art.39 citato (Cass.n.14252/07 tra le medesime parti).

Share
0

Articoli correlati

Studio Legale Cacopardo
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili.