Storica sentenza della CTP di Catania sull’impugnabilità del diniego di transazione fiscale …e non solo

Storica sentenza della Commissione tributaria provinciale di Catania (1902/2020 del 3.03.2020) che non solo ha riconosciuto l’impugnabilità del diniego di transazione fiscale  ma ha affermato che la valutazione dell’Agenzia deve riguardare la convenienza della proposta rispetto alle ipotesi alternative concretamente praticabili che sono valutabili dal giudice tributario

Nello specifico si afferma che :

  • La transazione fiscale, come disciplinata dall’art. 182 ter L. fall., costituisce una procedura inserita nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, ed ha ad oggetto la possibilità di pagamento in misura ridotta e/o dilazionata del credito tributario privilegiato oltre che di quello chirografario;
  • la possibilità di pervenire alla transazione fiscale da parte dell’Erario è condizionata tuttavia a valutazioni che non possono prescindere dalle ragioni del soddisfacimento della pretesa impositiva, dovendo comunque essere effettuato un giudizio valutativo circa il miglior grado di soddisfazione che la stessa pretesa troverebbe per il tramite della via transattiva rispetto all’eventuale fallimento, con conseguenti valutazioni di merito ed opportunità che rientrano nella discrezionalità dell’Erario;
  • detta discrezionalità non è connessa all’esercizio di un potere pubblico autoritativo nel senso tradizionale del termine, quanto alla valutazione, del tutto economica, inerente alla pretesa tributaria e alla modalità di soddisfazione della medesima;
  • – la giurisdizione del giudice tributario ha carattere pieno ed esclusivo, estendendosi non solo all’impugnazione del provvedimento impositivo, ma anche alla legittimità di tutti gli atti del procedimento, a nulla rilevando che la decisione sull’istanza di cui trattasi, spettante all’Agenzia delle Entrate, debba essere assunta in base a considerazioni estranee alla materia tributaria, atteso che la giurisdizione, ai sensi dell’art. 2 d.lg. n. 546 del 1992. deve essere attribuita in ragione esclusiva dell’oggetto della controversia;
  • – non assume peraltro alcun rilievo la natura discrezionale dei provvedimenti richiesti al fisco, perché la giurisdizione tributaria si configura come giurisdizione di carattere generale. che si radica in base alla materia indipendentemente dalla specie dell’atto;
  • l’elencazione degli “atti impugnabili”. contenuta nell’art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992, tenuto conto dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge n. 448 dcl 2001, deve essere interpretata alla luce delle norme costituzionali di buon andamento della p.a. (art. 97 Cost) e tutela del contribuente (artt. 24 e 53 Cost.). riconoscendo la impugnabilità davanti al giudice tributario di tutti gli atti adottati dall’ente impositore in relazione ad una ben individuata pretesa tributaria.
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